
Whiskey Sour
210 kcal10 min
Uno dei cocktail più antichi e riusciti di sempre: bourbon, succo di limone fresco e sciroppo di zucchero, in equilibrio tra acido e dolce. L'albume montato con la tecnica del dry shake crea una schiuma bianca compatta che ammorbidisce l'alcol e regge le gocce di Angostura in superficie. Si beve freddissimo, in coppetta o in tumbler basso su ghiaccio.
Bicchieri
- Per lo sciroppo di zucchero
- 100 g Zucchero semolato
- 100 ml Acqua
- Per il cocktail
- 60 ml Bourbon whiskey
- 30 ml Succo di limone fresco
- 15 ml Sciroppo di zucchero
- 1 pz Albume d'uovo
- 3 gocce Angostura bitters
- 200 g Ghiaccio in cubi
- 1 pz Scorza di limone
Preparazione
- Prepara lo sciroppo di zucchero: versa acqua e zucchero in un pentolino, porta a sfiorare il bollore mescolando finché lo zucchero non si è sciolto del tutto, poi spegni e lascia raffreddare completamente. Si conserva in frigorifero in un contenitore chiuso per un paio di settimane.
- Metti la coppetta da cocktail in freezer per qualche minuto, oppure riempila di ghiaccio e acqua per raffreddarla mentre prepari il drink.
- Spremi il limone al momento e filtra il succo con un colino a maglie fitte per trattenere polpa e semi: il succo in bottiglia rovina completamente l'equilibrio del drink.
- Versa nello shaker il bourbon, il succo di limone, lo sciroppo di zucchero e l'albume, senza ghiaccio.
- Chiudi lo shaker e agita energicamente per una quindicina di secondi: è il dry shake, serve a montare l'albume e a creare la schiuma.
- Apri, riempi lo shaker di ghiaccio e agita di nuovo con forza per una decina di secondi, finché l'esterno non diventa gelido e brinato.
- Svuota la coppetta dal ghiaccio e filtra il cocktail con il colino dello shaker e un colino a maglie fitte, così la schiuma resta liscia e senza schegge di ghiaccio.
- Attendi qualche secondo che la schiuma si compatti in superficie, poi lascia cadere le gocce di Angostura e disegnale con uno stuzzicadenti.
- Completa con la scorza di limone e servi subito, prima che la schiuma si smonti.
